Energie rinnovabili, emissioni di CO2, protocollo di Kyoto. Sono le parole d'ordine di questi tempi, soprattutto per chi si occupa di ambiente. Ma chi veramente dà il giusto peso alle parole e non lascia che rimangano vuoti simulacri di belle intenzioni? Chi veramente coglie, anche e soprattutto a livello locale, l'importanza di un mutamento di abitudini che porti ad un uso virtuoso delle risorse, non solo energetiche. Pochi, naturalmente, perché ancora una volta gli interessi particolari ed egoistici prevalgono. Ma qualcuno c'è che ha colto anche l'opportunità di continuare a fare meglio ciò che per secoli ha fatto egregiamente: produrre vino e olio.
Nel cuore dell'Umbria, a pochi chilometri da Perugia, l'azienda agricola Castello di Monte Vibiano ha dato il via l'11 ottobre scorso ad una scommessa: azzerare entro il 2009 le emissioni di gas serra.
Come? Diecimila nuovi alberi piantati, pannelli fotovoltaici integrati per la produzione di energia elettrica, veicoli elettrici, una stazione di rifornimento elettrica con una batteria di accumulo di ultima generazione (niente acidi di piombo), carburanti da biomassa di seconda generazione (la supervisione diretta del Centro Nazionale di Ricerca sulle Biomasse di Perugia, diretto dall'ing. Franco Cotana) per evitare la concorrenza con la produzione di alimenti, fertilizzanti organici, caldaia a cippato per la produzione termica (fine della dipendenza dal metano), perfino una speciale vernice bianca per aumentare l'albedo, il potere riflettente che contrasta la radiazione solare (altra idea geniale di Cotana). Tutta la filiera produttiva, insomma, è stata coinvolta nel progetto: 360° Green Revolution, così è stato giustamente chiamato.
Che di rivoluzione si tratti non c'è dubbio, che sia una cosa seria anche: tutto è stato sottoposto all'attento controllo della DNV (Det Norske Veritas), uno dei più prestigiosi enti internazionali di verifica, che ha misurato le emissioni dal 2003 al 2007 secondo parametri universalmente riconosciuti.
Aspettiamo dunque il 2009 per mostrare a tutti che la passione per la propria terra e per i suoi frutti non è disgiunta dall'amore per il pianeta tutto. La famiglia Fasola Bologna sta facendo la propria parte; gli altri?
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